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Decreto Sostegni ter: aiuti e ristori


In arrivo una nuova tornata di contributi a fondo perduto.

Il nuovo pacchetto di ristori è messo in campo dal decreto Sostegni ter, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 gennaio.

Il Decreto interviene a sostegno dei settori che sono stati chiusi a seguito della pandemia o ne sono stati fortemente danneggiati.

Per poter richiedere gli aiuti occorre verificare il codice attività (ATECO) e aver subito riduzioni di fatturato nell'anno 2021 rispetto all'anno 2019.


In particolare gli aiuti sono destinati a:

  • parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici;

  • attività di organizzazione di feste e cerimonie, wedding, hotellerie, ristorazione, catering, bar-caffè e gestione di piscine;

  • commercio dei prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria, articoli di abbigliamento, calzature e articoli in pelle;

  • turismo, alloggi turistici, agenzie e tour operator, parchi divertimenti e parchi tematici, stabilimenti termali;

  • discoteche, sale giochi e biliardi, sale Bingo, musei e gestioni di stazioni per autobus, funicolari e seggiovie;

  • spettacolo, cinema e audiovisivo;

  • sport.

La mappa delle risorse:

  • 30 milioni di euro a favore delle attività economiche chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate ai sensi dell’art. 6 comma 2 del D.L. n. 221/2021: sale da ballo, discoteche e locali assimilati (articolo 1, comma 1)

  • 200 milioni di euro a favore delle imprese che svolgono in via prevalente, attività di commercio al dettaglio (di cui ai codici ATECO 47.19, 47.30, 47.43, 47.5, 47.6, 47.71, 47.72, 47.75, 47.76, 47.77, 47.78, 47.79, 47.82, 47.89, 47.99) che hanno registrato ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni di euro e hanno subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019 (articolo 2)

  • 20 milioni di euro a favore dei parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici (articolo 3, comma 1)

  • 40 milioni a favore delle imprese che svolgono attività di cui ai codici ATECO 96.09.05, 56.10, 56.21, 56.30, 93.11.2, che nell’anno 2021 hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 40% rispetto al fatturato del 2019 e che hanno registrato, nel periodo d’imposta 2021, un peggioramento del risultato economico d’esercizio in misura pari o superiore al 30% (articolo 3, comma 2).

  • 105 milioni per il settore della cultura (articolo 8, commi 1 e 2)

  • 20 milioni in favore delle società sportive professionistiche e delle società ed associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro nazionale delle associazioni e società dilettantistiche a ristoro delle spese sanitarie di sanificazione e prevenzione e per l'effettuazione di test di diagnosi dell'infezione da COVID-19 (articolo 9, comma 2)

Fonti: Giuffrè, MementoPiù quotidiano lavoro / Ipsoa, quotidiano lavoro